THE RIGHT WORDS. Le parole giuste

14 Jun '19 Fri 14:30 CEST06/14/2019 6:30pm Ordine degli Avvocati di Firenze, Auditorium Adone Zoli public THE RIGHT WORDS. Le parole giuste Europe/Rome 06/14/2019 3:30pm
14 Jun '19 Fri 17:30 CEST
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ADGI sez. Firenze, Magistratura Democratica  together with the magazine Questione Giustizia and Di.Re - Women on the net against violence organize a seminar, inviting lawyers, judges and magistrates to focus their reflections on the use of language and  gender stereotypes in legal reasoning and decisions.

The aim of the seminar is to highlight key factors that contribute to the formation of the motivation of the decisions; the survey shall also make use of sociological investigation methods.

As recent cases show, when a violent conduct of men against women is brought in court, also the execrcise of judicial power is under scrutiny.

In particular,  the seminar will focus on understanding how the judge's ascertainment of the fact can be influenced by social phenomena and stereotypes, thus leading to determination of the penalty or peculiar balancing of the circumstances ; morevover the decision itself  - the content of the pronunciation and the language that describes it - can contribute to the reproduction of these stereotypes or instead to the affirmation of their intolerability by the legal order.

 

These issues will be examinined in their complexity, taking into account not only the fundamental rights that shape the structure of the criminal trial, but also the need to avoid punitive automatisms or exemplary sentences.

 

 

L’incontro pubblico che Magistratura Democratica – sezione Toscana organizza insieme alla rivista Questione Giustizia e a D.i.Re – Donne in rete contro la violenza intende proporre ad avvocati/e e magistrati/e una riflessione, sollecitata da alcune recenti pronunce, sul linguaggio e il ragionamento giuridico e gli stereotipi di genere.

Vogliamo ripensare, in un’indagine che si avvale anche dello specifico sapere della ricerca sociologica, ai fattori che concorrono alla formazione della motivazione delle decisioni

giudiziali specificamente quando a essere giudicate sono condotte violente di uomini in danno di donne.

In particolare ci interessa capire come il decidere del giudice – l’accertamento del fatto che compie e la sua discrezionalità, per esempio nella determinazione della pena o nel bilanciamento delle circostanze – in questi casi possa essere influenzato anche

dai fenomeni e dagli stereotipi sociali e come d’altra parte la sua decisione – il contenuto della pronuncia e il linguaggio che lo descrive – possa concorrere alla riproduzione di tali stereotipi o invece all’affermazione della loro intollerabilità da parte dell’ordinamento.

Vogliamo riflettere su questi temi nella loro complessità, e quindi a partire dalla funzione di garanzia dei diritti di tutte le parti coinvolte, propria del processo penale, e avendo perciò

sempre presente la necessità di evitare automatismi punitivi o condanne esemplari, incompatibili con la natura e la funzione della pena come descritta dalla Carta Costituzionale.